PIXEL ha dominato la True Gamers League a Milano

Sono il gruppo dei catanesi che, sotto bandiera del Pixel Gaming Center di Catania, hanno vinto la prima True Gamers League di Personal Gamer e MSI: un torneo da 22 squadre, tutte Sale Lan di tutta l’Italia.

Vittoria Greco ha incontrato il team pochi giorni dopo la finale di Milano, proprio nella stessa Sala Lan dove si sono conosciuti e si sono allenati assieme.

Ho avuto il piacere di incontrare Andrea Brancato (Andrex), Antonio Di Bella (Kalsifer), Andrea Aiello (Alem), Roberto Drago (DrkMajor), Riccardo Russo (Daxster), ed il proprietario del Pixel Gaming Center, Renato Sambataro.
Matteo Dilonardo (Gerten), completa il sestetto, ma non ha potuto raggiungerci.

1) Qual è stato il primo pensiero una volta realizzato di aver vinto?

Andrex: la tensione era talmente forte che mi sono sentito vuoto, perché quando per tutta la tua vita hai provato a fare qualcosa chiedendoti: “ma io riuscirò mai a farcela?”, nel momento in cui ci riesci, pensi: “E adesso cosa faccio?”. Io sono una persona che parla molto, ma nell’istante in cui mi sono ritrovato sul palco, non sapevo cosa dire… Infatti l’unica cosa che ho detto è stata “siamo stanchi”.

Kalsifer: la prima partita delle tre della finale che abbiamo vinto, eravamo sicuramente più contenti, perché è stato in quel momento che abbiamo rilasciato tutta l’emozione e la felicità incanalata. Nella seconda ci siamo lasciati andare ed eravamo più tranquilli, anche perché ci sentivamo più sicuri, e questo ci ha portato magari a fare qualche errore in più in alcune mappe e positioning. Quando siamo arrivati primi, all’inizio non l’avevo realizzato. È come quando succede qualcosa che non ti aspetti e non riesci a connettere il sovraccarico di emozioni.

Alem: è stata un’emozione continua! Ogni kill che facevamo io e il nostro tank ci battevamo il cinque, perché è stato bello giocare ogni partita, anche quelle in cui eravamo in svantaggio. Dopo la finale io mi sono liberato tantissimo.

DrkMajor: Sì, senza dubbio il momento della vittoria è stato liberatorio. Ci siamo alzati, e abbiamo detto “basta, abbiamo vinto!”. Dopo le ore passate a giocare, in cui la tensione era alta perché dovevamo cercare di comunicare bene, di focalizzarci tutti su un nemico, dopo aver passato tutto quel tempo con gli occhi puntati sullo schermo, nel momento in cui abbiamo vinto ci siamo abbracciati e ci siamo emozionati tutti quanti.

2) Vi ritenete soddisfatti di come avete giocato questa finale?

Quasi tutti rispondono un immediato sì… tranne Antonio.

Kalsifer: Io non tanto, sia per la postazione, sia per il problema della comunicazione un po’ ostacolata dalle voci del pubblico e di quella dei caster, che sì, facevano il loro lavoro, ma creavano brusio e rumori che mi impedivano di comunicare bene. Inoltre non mi sono trovato subito bene con le periferiche. Penso che avrei potuto fare un po’ di più in questa finale.

3) Questa vittoria vi ha dato la possibilità di essere seguiti attraverso un coaching dai TES. Li conoscevate? Come pensate che questo possa influire sul vostro futuro?

Andrex: Ho conosciuto due di loro a Roma, durante il Romics. Sono ragazzi molto disponibili: mi avevano chiesto di giocare una partita durante il “Fight for Glory”, ma in quel momento non potevo. Il fatto che ci seguiranno sarà sicuramente una buona opportunità per il team, anche perché hanno una buona intesa; si nota subito che sono giocatori competenti.

Alem: Avere un team di serie A che ci segue sarà un’esperienza che ci potrà aiutare.

Kalsifer: Io conosco i TES solo per nome, ma avere qualcuno che ci segue sarà per noi un plus, perché in questo momento noi come team, nonostante ci conosciamo e ci reputiamo tutti amici, non abbiamo un punto di riferimento, un reale coach che ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato.

DrkMajor: Quello che ci manca forse è qualcosa in più nell’organizzazione, cosa che sicuramente i TES sapranno fare visto che sono un team collaudato.

4) Prima della finale contro i Respawn, entrambi i caster hanno puntato la vittoria su di voi. Questa cosa ha influito sui vostri animi prima e durante la partita?

DrkMajor: Mi ha gasato! Sì, all’inizio mi ha gasato… poi mi sono toccato! Ma e hanno avuto ragione!

Andrex: All’inizio Joyint e Streamii ci hanno criticato… Pensavano che io e Antonio fossimo degli smurf! Ne erano convinti! Poi però hanno cambiato idea quando hanno notato che noi mettevamo più grinta nelle cose, magari rispetto agli altri team, che sembravano più spenti. “I Pixel hanno qualcosa in più”, dicevano, perché vedevano che avevamo più voglia di vincere. Parliamoci chiaro: ci conosciamo con questi ragazzi da meno di tre settimane. Siamo venuti tutti in sala a giocare senza aver mai giocato insieme. Non ho mai avuto così tanta intesa con qualcuno che non conoscevo! È stata la voglia di vincere…

5) Che aria si respirava contro la squadra avversaria durante la finale?

Kalsifer: Mi è dispiaciuto che i Respawn abbiano preso troppo seriamente la finale…

Andrex: Un ragazzo alla fine si è rifiutato di stringerci la mano. Alla fine, fuori mi hanno anche chiesto da quanto tempo giocassi ad Overwatch. Io gli ho detto chiaro e tondo che giocavo da qualche mese, ma loro erano convinti che io stessi smurfando. Il fatto è che non ho mai giocato in questo modo! Ero concentrato, non tremavo, ho avuto una buona mira. Mi sentivo rilassato e deciso.

Renato: Beh, la sportività esiste in ogni sport, e la mano avrebbe dovuto stringerla lo stesso. Non so quanto quel ragazzo abbia avuto esperienza di squadra, ma anche in caso di sconfitta, la mano all’avversario va sempre stretta.

6) Andrex, hai sentito sulle spalle la responsabilità di dover carriare il tuo team evitando di morire troppe volte?

Andrex: Beh sì. Il ruolo del DPS è difficile, in quanto sì, fai tanti danni ma hai poca vita. Il tipo di eroe che ho utilizzato io è un flanker, quindi ho rischiato molte volte di essere ucciso. Di solito nel momento in cui cerchi di prendere il punto di nascosto, i tuoi compagni trovandosi tutti in un altro punto della mappa, fanno capire all’altro team che sei fuori posizione. Fortunatamente contro la squadra avversaria non è stato un problema.

7) Kalsifer, come comunicavi i tuoi isolamenti al team mentre colpivi dai lati coi missili di Pharah?

Kalsifer: Devo dire che con Matteo, uno dei due support, ho una grandissima intesa, un’affinità che è dovuta anche al fatto che ci conosciamo da un sacco di anni. Quello che sono riuscito a fare è stato anche grazie a lui. Sapevo che potevo fidarmi, che mi avrebbe tenuto d’occhio e curato al momento giusto, ed è per questo che magari a volte mi esponevo di più e andavo più aggressivo. In ogni caso quello che ci ha fatto vincere è stata la grande intesa che ci ha legato nonostante ci fossimo conosciuti per caso con gli altri.

8) Support e tank: come vi siete relazionati ai DPS? Una volta entrati in partita, quali erano le vostre priorità?

Alem: In quanto Zenyatta, la mia priorità era quella di chiamare qualsiasi debuff contro gli avversari per portare il mio team in superiorità numerica. Era fondamentale evitare di lasciare qualcuno solo o di morire, infatti siamo riusciti a tenere i punti.

Andrex: Riccardo, il tank (nda: in quel momento non era presente), è riuscito ad utilizzare bene i suoi scudi, nonostante quello che ha giocato non fosse il suo main role.

DrkMajor: Io ho giocato sia Tank che Healer, adattandoci alle situazioni. Ho usato maggiormente Wiston nonostante fosse un pick rischioso, ma è stato possibile usarlo e sfruttarlo al meglio grazie anche al tipo ti composition che avevamo. Ad esempio, quando Andrea utilizzava un Globo su un nemico, facevamo in modo di andare tutti contro di lui e metterlo fuori gioco.

9) Renato, cosa ti ha spinto a seguire questi ragazzi? Cos’hai visto in loro?

Renato: Sicuramente abbiamo colto l’iniziativa dei TGL che l’MSI ci ha proposto come un’opportunità per i ragazzi, e per portare gente che non si conosceva a giocare insieme e a scontrarsi con altre realtà. Come hanno detto poco fa, si sono subito trovati, ed è stato un caso per loro trovarsi lì e iniziare a giocare insieme dieci minuti prima delle prime eliminatorie.

10) Secondo te questa vittoria cosa porterà al team?

Renato: Sicuramente il montepremi! Ma sicuramente hanno capito cosa vuol dire allenarsi, trovarsi in una situazione di stress e ansia da prestazione, che ovviamente non è la stessa cosa di giocare in casa, in cui si trovano nei loro spazi e nel loro mondo. Giocare una finale con pubblico, caster e gente che urla, è tutt’altra storia.

11) Qual è il vostro eroe preferito di Overwatch?

Andrex: Sombra!
Alem: D.Va.
Kalsifer: Wiston, mi è piaciuto dall’uscita del gioco!
Riccardo: McCree, ho 57 ore di gioco con lui!
DrkMajor: Genji… secondo me è il personaggio più forte del gioco! È l’unico che potrebbe fare 1v6.
Renato: Non ho molte ore di gioco su Overwatch… ma il mio preferito è Soldato.

Saluto i ragazzi, contenta di aver parlato con loro: vedere e cogliere il loro entusiasmo è stata davvero una bella esperienza. Li ringrazio per il tempo dedicatomi, e dico loro che spero di poterli intervistare di nuovo più in là, magari per l’aver raggiunto un traguardo più alto. Poco prima di lasciarli, Renato vuole aggiungere una chicca a ciò che già hanno voluto condividere con me, ed è con le sue parole che voglio concludere:

“La vittoria è bella, però quello che abbiamo dimostrato per l’ennesima volta – e dico ennesima perché a Settembre abbiamo partecipato alle attività su League of Legends organizzate da MSI, dove siamo arrivati terzi alla finale – è che i giocatori in Sicilia ci sono, sono tanti e hanno bisogno di essere seguiti. Che sia un monito per tutti coloro i quali credono che l’Italia sia divisa: noi esistiamo!”

Vittoria ViksOfLight Greco

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