Parla Marco Merrino: l’Italia come un Fidget Spinner

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Non ha bisogno di presentazioni Marco Merrino, il comico siciliano nato con le sue satire da spaccare i timpani su Youtube.

Intervistato da Grazia Mammino al Campus Party di Milano, ci spiega il potere di Internet come progresso per l’Italia.

Ciao, forse non ti ricordi di me ma ci siamo conosciuto all’Etnacomics!

Ciao! Si, mi ricordo! [e invece non si ricordava jk]

Com’è passare da Etnacomics a Campus party?

Io nonostante abbia avuto la fortuna – è stata una fortuna, non una missione – di ottenere notorietà tramite la comicità sui videogiochi ed i cartoni animati, sono sempre stato interessato ai fenomeni social. Infatti i miei primi video che sono esplosi sono stati quelli su Facebook e MSN. Ho parlato anche di questo, e questa è stata una grande opportunità. Volevano un talent, io lavoro con una persona che conosceva Campus Party, e ora sono qua…

Vuoi parlarci del tuo discorso a Campus Party?

Ho voluto sbiadire quelli che sono i miti contro internet e soprattutto contro il tipo di avvicinamento che internet offre. Del resto, siamo qua, ma ci siamo conosciuti su Internet. Ti rendi conto che questo è un potere di Internet? Ma questo potere di Internet di fare conoscere le persone è contrastata da gente che ha torto quanto no nel dire che Internet è un pericolo e che divide le persone. Questo non è vero, ma è vero che una persona che non sa approcciarsi al prossimo è senza controllo e finira per combinare guai.

Cosa ne pensi della community di Youtube Italia?

Com’è attualmente? Uhm. Fidget Spinner. No comment. Solo questo ho da dire.

Cosa ne pensi di eventi come Campus Party?

Sono arrivato da poco, non ho ancora visto granché; ma sono salito sul palco, e finora ho visto un pubblico molto interessato. Mi fa piacere.
Quello che purtroppo manca nella tecnologia e nelle cose nuove è la capacità di relazionarla con le persone. Se una tecnologia esiste, non è detto che gli si dia le attenzioni che merita… Se ti interessi di tecnologia, poi vieni ricompensato…
Campus Party da un posto dove stare… un “hotel” in cui ti diverti, stai con persone che pensano come te, crei con loro e poi magari… dormi con loro (che brutta cosa che ho detto!) – no, è che comprare il biglietto implica dormire in una tenda, così c’è questo spazio con le tende… È inusuale per l’Italia, ma li si respira un clima di famiglia.

È la prima volta che ti trovi a parlare di tecnologia e non di videogiochi. Ti sei sentito più apprezzato?

È stato diverso. Ed io sono sempre aperto al diverso, anche quando è stravagante. Qua si parla di esperienza diversa: ero abituato a parlare, ma non con gente che non mi conosceva bene. Le persone che mi hanno ascoltato non masticavano quello che mastico io, il gaming, ma ne sapevano di tecnologia! Molto interessante! Io sono sempre per lo scoprire cose diverse, e così, scoprire anche me stesso!

GEC, Sale LAN e Twitch… cosa ne pensi dell’eSport in Italia?

L’eSport dovrebbe abituare la gente comune ad un pensiero che sembra non sia comune… ma in realtà lo è: che la tecnologia vada sempre avanti, collegando tutti. Apprezzo tantissimo l’eSport: è una forma di “cura”, perché da spazio a chi uno spazio non l’ha mai mai avuto; anche in Italia. Queste cose che tu mi citi sono fantastiche, perché chi magari ha coltivato l’hobby, storicamente non ha avuto spazio per coltivarlo in Italia. Finalmente ora lo ha.
Potrei parlare dell’Italia in maniera infinita: dalla scuola al lavoro, si è sempre contro l’inusuale. Ciò che non è mai successo, non deve mai succedere. L’eSport può rappresentare una eccezione, quindi… 10/10!

Last modified: agosto 6, 2017

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