Etnacomics: perché giocare Aggro su Hearthstone?

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Ne avevamo già parlato, ma se c’è una cosa che Calogero Farinella ha insegnato alla community dei giocatori di Hearthstone della Sicilia è che i mazzi aggressivi non sono affatto morti nel meta di Un’Goro.

Il nostro analista Filippo “Snake” Rizzo ci spiega i trucchetti su come giocare al meglio tre archetipi che vi torneranno utilissimi anche nelle Ranked!

Si tratta di liste abbastanza classiche per quel che concerne il meta di questa season e, proprio per questo motivo, di assoluta efficacia ed affidabilità. È chiaro l’intento di basare la propria line up su meccaniche aggro, approfittando delle difficoltà oggettive che avrebbero i mazzi control nel dotarsi di counter specifici in grado di poter contrastare in maniera generalizzata sia i murloc, che i pirati. Il rischio di incontrare i Granchi, è stato ponderato. Quante possibilità ci sono che il proprio avversario riesca effettivamente a trovare la risposta specifica contro quella specifica meccanica all’interno di quello specifico game? Poche. Per questo motivo il vantaggio di portare questi tre deck resta enorme rispetto a chi ha puntato a meccaniche più lente.

Andiamo, però, ad analizzare una per una le liste che hanno portato Farinella ad aggiudicarsi questo torneo:

GUERRIERO PIRATA:

Rispetto alla lista composta quasi completamente da pirati che ha infestato il meta pre-Ungoro, questa si serve di alcune specifiche carte in grado di adattarsi meglio all’enorme numero di buone provocazioni che la nuova espansione ha portato con sé. Non a caso, infatti, troviamo inserito a 4 mana (al posto, magari, di una Corsara Naga) uno Spezzamagie: un silenziatore dotato di corpo interessante giocato per inibire minacce come la Cavalcatura Primordiale al turno 6 del Paladino, che rappresenta una condizione di sconfitta abbastanza rilevante per le meccaniche di armi e cariche del nostro orco filibustiere.

Colgo una “novità” importante nella scelta della Idra Aspramarea per il quinto turno. Servitore dal body imponente che chiude una partita se si controlla il tavolo al quarto turno.

Ultima chicca: ti spiego la scelta di un Infiltrato Worgen, una carta per il turno 1. Rafforza una idea di danni sin dal primo turno che, dopo il nerf subito allo Bucaniere Minuto, lasciava solo il Nostromo di N’Zoth come must da mano iniziale: grazie alla furtività, riesce sopravvivere ai ping ed agli Hero Power ed è funzionale a tenere il tavolo contro quasi tutti i turni 1 avversari.

PALADINO MURLOC

Anche questa è una lista più che rodata, per non dire ormai classica, che sta dominando in maniera imponente la ladder di Hearthstone. La sua caratteristica è quella di non avere praticamente alcun counter, se non quei mazzi che si dotano, rischiando di ritrovarsi una carta praticamente inutile, di due Granchi Famelici. In questa lista troviamo, tuttavia, delle specificità che la rendono adatta a negare il gioco veloce all’avversario: ad esempio, a 3 mana viene inserito come Taunt il Trinciafiamme, pick solido in ottica mid range/control, che qui invece, in combo con Benedizione dei Re e Destriero Primordiale, garantisce sopravvivenza contro deck non interattivi come Mago Burn o Guerriero Pirata.

L’assenza del Kodo a 5 mana mi conferma una certa personalizzazione su questo paladino: gli è preferito una doppia Benedizione dei Re, ennesimo buff con buone combo sui Murloc; che ci fa capire l’indirizzo board-oriented che Farinella voleva dare alla partita.

DRUIDO TOKEN

Anche qui, mazzo storicamente rodato ma con elementi di discontinuità rispetto ai precedenti, che lo rendono molto interessante. Una per tutte? La capacità di un impiego molto più libera del Granchio Affamato. Mi manca, tuttavia, l’altro counter, la doppia copia del Granchio di Golakka, che credo sia stato sostituito da un Druido dell’Unghia, capace di fornire alternativamente, taunt o danni in carica, ed una Spazzata, senza dubbio ottima in doppia funzione di contrasto alla board e di letal che va a scavalcare una provocazione di fine gioco.

Questa lista, è chiaro, si configura sull’apporto fondamentale delle sinergie Murloc. Mi riferisco, in particolare alla combo che sfrutta le meccaniche di Finja: la condizione di vittoria di evocare contemporaneamente più Murloc su board e di lì vincere la partita è l’apporto più rilevante in situazioni di stallo.

Mana Vivente ed i molteplici buff, combinati con la risorsa sempre utile di Ruggito Selvaggio, fanno di questo deck ad alta varianza una utile risorsa strategica in ottica torneo. L’idea antistante è di stare giocando con una bomba instabile: la bravura del giocatore sarà cogliere le condizioni più favorevoli per farla esplodere quando l’avversario meno se lo aspetta.

Filippo “Snake” Rizzo.

Last modified: giugno 28, 2017

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