Enzo Bianco, Sindaco di Catania, prima incontra Trump, ma poi Etnacomics.

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Un ringraziamento a Filippo Romano del Social Media Management dell’evento per averci scattato la foto col mitico “Peppe” Scrivano!

Sabato 27 Maggio la nostra associazione CS Italia ASD è stata presente alla conferenza stampa congiunta tra il Direttore Generale di Etnacomics Antonio Mannino, ed il Sindaco di Catania, Enzo Bianco.

Sebbene sicuramente sotto intensa attività istituzionale a causa del G7 a Taormina, il Sindaco non è mancato ad un appuntamento sempre molto sentito dal popolo dei “players” etnei. Del discorso del Primo Cittadino ci piace sottolineare una serie di aspetti che, oltre alla sua presenza in Fiera, da appassionato prima che da pubblico dirigente, dimostrano la sincera affezione di Bianco per quella che Mannino ha definito “la nuova cultura Pop”.

Elemento centrale del discorso di Bianco è il crescente interesse per l’attività d’impresa di Etnacomics: Fiera che registra valori in crescita da sette anni a questa parte, e che è stata definita, nella conferenza, “la seconda Fiera di settore, dopo Lucca”, e una delle realtà più importanti di city-marketing nel Meridione.
E se si parla di city-marketing, come non citare l’apporto dell’ivi presente consulente del Sindaco di Catania, il giovane demografo Livio Giugliuto che – appena trent’anni per lui – è già figura autorevole per i suoi studi sociologici su popolazioni e nuove tendenze.

L’intervento di Mannino viene ben riassunto dall’aneddoto sul Paladino Uzeta, mascotte della settima edizione: pochi lo sanno, ma la leggenda è nata dalla penna di G. Malfa solo ai primi del ‘900, importando i miti degli chevaliers francesi. Eppure, tutti penserebbero ad una leggenda antichissima, magari risalente al medioevo. E così questa cultura “pop” deve sapersi adattare, plastica, fino a diventare un tassello fondamentale della cultura popolare.

Da sinistra a destra: Davide Toscano, Giuseppe Scrivano, il consulente Livio Gigliuto, Antonio Mannino, il Sindaco Bianco, l’Assessore Orazio Licandro, Salvo Di Paola

Ma cosa ci ha lasciato a noi di CS Italia questa esperienza? Ecco alcune brevi riflessioni condivise:

  1. È chiaro che in Italia, ed a maggior ragione in Sicilia, ci siano delle difficoltà tecniche nell’organizzazioni di realtà solide nell’ambito videoludico, anche a causa di una certa diffidenza verso l’innovazione da parte della maggioranza dei ceti dirigenti.
    Allo stesso tempo nulla più della nuova cultura “pop” (tutti quei film, fumetti, videogiochi che qualcuno la potrebbe definire “da nerd”) sarà un fattore, nel bene e nel male, che avvicinerà la società tradizionale all’idea di progresso tipica del mondo Occidentale. In verità, questa cultura pop oggi desta più fascino che repulsione; e di qui, in effetti, con impegno e talento, anche una città “sopra le righe” come Catania diventa un paradigma di Cultura per i giovani (e meno) che vivono nell’entroterra.
  2. Quando si parla di eSport, o videogiochi competitivi, serve sempre un mix di apporti. Preso atto che, in questo campo, già nei 20 anni si può essere un manager bravo e stimabile, bisogna togliersi dalla testa l’idea che si possa fare tutto subito, e da soli.
    Alla Conferenza Stampa sono stati presenti, a diverso titolo, tanti millennials quanti professionisti, in un contesto fortemente evocativo e colmo di eleganza come il Comune. Come il segreto per la buona riuscita di questa Fiera è valorizzare il contributo di tutti, anche l’eSport, dal canto suo, deve imparare ad incontrare le istituzioni.

Giulio Giacomo Cantone.

Last modified: maggio 30, 2017

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