Sono stato alla Conferenza Stampa degli InFerno: inizia la rivoluzione di Pedriny o è un fuoco di paglia?

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È la prima volta che un gruppo competitivo italiano richiama le principali voci nazionali per un importante annuncio stampa, quindi ero molto curioso di sapere quali informazioni saremmo riusciti a strappare dal “new deal” degli InFerno. Sono stato invitato da Redde, manager degli InFerno eSports, blasone storico, ma oramai inattivo da un anno. Sapevo che lo scopo era rilanciare il progetto su League of Legends e Fifa.

Un fulmine non tanto a ciel sereno, considerando che, specialmente nella scena di League of Legends, le voci del ritorno dei arancioneri si erano intensificate nell’ambiente GEC.

Questi sono alcuni dei nomi ufficialmente presentati dagli InFerno in conferenza:

Presidente: Francesco ‘Life’ Caforio
Manager: Massimiliano ‘Redde’ Rossi
League of Legends Head-Coach: Alberto ‘Harashi’ Lo Grasso

LoL Team 1:
Supporto: Gerardo ‘Jerry’ Di Giacomo
Tiratore: Cristian ‘Sharpie’ Spanu
Centrale: Matteo ‘Sujìko’ Pesce
Giungla: Luca ‘Luque’ Battanello
Superiore: Michele ‘Skel’ Settanni

LoL Team 2
Supporto: Davide ‘ZaviD’ Bovo
Tiratore: Brayan ‘Sabo’ Teepprayan
Cenrale: Daniele ‘Dan’ Antonucci
Giungla:Fabio ‘Safari’ Maiorano
Superiore: Riccardo ‘SwagPlank’ Falchetti

FIFA:
Girolamo ‘GoldenBoy’ Giordano
Luca ‘GrittyDog’ Lancia

Il progetto si dimostra ambizioso, e non solo per il lancio della strana coppia Zavid – Sabo, che potrebbe rivelarsi una delle cose più piacevoli della stagione estiva.
L’intera organizzazione prevede già una struttura sul modello europeo, con cinque membri ulteriori, tra analisti e managers. Gli InF pianificano di espandersi su Hearthstone e provare ad attirare giocatori professionisti dall’Europa. Non si esclude una collaborazione con una Sala LAN, di cui però non è pervenuto il nome.

L’obiettivo di InFerno Esports è molto chiaro: dopo due tentativi non troppo soddisfacenti su ESL e all’accesso alle Challenger Series, è tempo di entrare in Giochi Elettronici Competitivi e qualificarsi a Lega Prima per ritornare ad essere una delle realtà più importanti del paese, ma con una mentalità diversa a quanto visto finora. Per Redde la caratteristica determinante sarà il mix di organizzazione professionale del lavoro, con cicli di allenamento studiati scientificamente per ottenere la massima effiacia, e l’esperienza umana dei managers. Si tratta di un progetto che non vuole accellerare su nulla, ma si aspetta una grande crescita nel corso dei prossimi 24 mesi.

Chi sono gli ispiratori di questa ventata di professionalità? Gli InFerno vogliono essere un “nuovo Paris Saint-Germain”, ed in mezzo si cita la rivoluzione-Pedriny: abbadonare la mentalità multigaming! Basta giocatori pagati a tappatini!  Chi si allena e compete necessita di una equa retribuzione!
Gli arancioneri ammettono anche aver adunato giornalisti esportivi provenienti da diverse esperienze è funzionale ad una crescita organica dell’Esport in Italia. Il sogno condiviso di Don Caforio è una Italia veramente competitiva in Europa, guidata da InFerno.

Su quali basi finanziarie si basa questo sogno? È RevolutionHosting il primo, ma non esclusivo, sponsor degli arancioneri. Redde punta in grande: secodo i suoi studi economici, il mercato degli italiani interessati vale un massimo di 30 milioni di utenti. La speranza è che “facendo le cose bene” si potrà attirare un flusso continuo di sponsors.

Io li incalzo su una valutazione oggettiva dello stato delle cose, chiedendo a “Sharpie” Spanu come vede il suo team, in rapporto alla scena italiana. Il tiratore assicura piena fiducia nel suo compagno Jerry: gli InFerno possono già essere fatti rientrare nella Top 5 nazionale – ma “Life” Caforio rettifica: forse meglio parlare di Top 10.

Redde è molto aperto sull’argomento: considera i NextGaming il miglior team del momento – ma ci mette in guardia! I NxG potrebbero essere una realtà instabile, che oggi beneficia di un buon ciclo. Gli InFerno sono critici nei confronti delle realtà che hanno accellerato troppo la crescita (non manca un richiamo amichevole al caso Racoon) e ci tengono a fare sapere che, nonostante l’anno di ritardo, “non esiste nessun gap tra noi e loro, o tra noi ed i Forge”. Insomma: il guanto di sfida alla scena di League of Legends è stato lanciato senza indugio.

E per quanto riguarda i timidi, ma pesantissimi, passi delle società calcistiche nella scena di FIFA? Gli InFerno le hanno studiate, e non ne hanno paura. Troppo spesso dietro questi movimenti si nascondono campagne promozionali e mancanza di approccio al gaming. Anche qui non mancano i paragoni: GoldenBoy e GrittyDog vengono presentati come giocatori di livello europeo, capaci di competere anche col “Prinsipe” Paolucci, considerato il miglior giocatore italiano.

 

Per rispondere alla domanda iniziale: questa conferenza mi ha lasciato forse più confuso di quanto già non fossi; specialmente nel tentativo di dare una valutazione oggettiva del progetto. A differenza di quanto pensate, non penso di avere una sfera di cristallo…

…comunque una idea generale me la sono fatta. Queste sono, secondo me, le tre principali direttrici che serviranno a misurare il successo degli InFerno su League of Legends:

 

1 Per mantenere questi presupposti, gli InFerno hanno bisogno di una gestione economica capace di attirare finanziamenti nel medio-lungo periodo. Questo dev’essere il grande lavoro di Caforio e Rossi, procedendo per fatti: radicandosi nei territori fisici ed iniziando a colloquiare con le aziende sul territorio e e usando il web marketing come leva, non come al fine per attirare l’attenzione.

 

2 Avere due team competitivi di LoL può essere molto difficile da gestire. Non mi sono fatto una idea precisa sulle dinamiche interne (per chi non lo sapesse, è taboo raccontare nel dettaglio gli allenamenti con altre squadre), ma, specialmente se c’è la promessa di attirare giocatori stranieri, io prevedo che nel medio periodo il numero dei team InFerno sarà ridotto ad uno solo, più una eventuale Accademy. Questo significa – spiace dirlo – fare una selezione, quindi gli InFerno dovranno fare attenzione a come useranno le loro risorse.

 

3 L’elemento che mi ha sorpreso maggiormente è l’aver liquidato le esperienze di ESL e (implicitamente) di IGL concentrandosi completamente su una lega difficile ed articolata come Lega Prima. Questa scelta potrebbe essere davvero la migliore ma SE e SOLO SE GEC contribuirà con investistimenti importanti nei progetti League of Legends. A tal proposito, la strategia di InFerno dev’essere di aprire un dialogo con le altre organizzazioni interne a GEC per promuvoere la loro idea “professionalizzante” di eSport, con un chiaro scopo: fare pressione politica per aumentare i cash flows da destinare alla promozione ed alla legittimazione dell’idea di Lega Nazionale di League of Legends.

 

Giulio “Jay Kenton” Cantone

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Last modified: maggio 25, 2017

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