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Siamo sicuri che scaricare da Internet sia illegale?

La risposta è no, non è illegale, ma procediamo con ordine.

Nei primi anni 2000 il diritto non si era ancora adeguato al repentino avanzamento tecnologico, quindi per quello che riguardava i diritti d’autore e il loro uso (spesso abuso) su internet, esisteva un buco giuridico. Di conseguenza, scaricare musica, film, videogiochi o quant’altro era del tutto legale, in quanto non c’era una legge che lo vietava espressamente. Solo nel 2004, sotto il II governo Berlusconi, venne prorogata la legge 21 maggio 2004, n. 128, chiamata anche decreto “Urbani”. Tale legge modificò e aggiunse articoli ad una vecchia legge del 1941 sui diritti d’autore (legge già modificata parzialmente nel 2003). La vecchia legge del 1941, con la prima modifica del 2003, recitava:

L’art. 171-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, è sostituito dal seguente: Art. 171-ter.- 1.

E’ punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque a fini di lucro chi:

a)   Abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento.

La legge Urbani interviene per modificare ulteriormente quel “a fini di lucro” con il più generico “per trarne profitto”, ma non viene assolutamente toccata la parte più importante, cioè che il fatto può essere punito solo se l’uso del materiale non è personale.

La legge in breve punisce chiunque commerci dietro retribuzione materiale coperto da copyright, ma non punisce chi, scaricando gratuitamente da un qualsiasi programma di condivisione file, ne fa un uso strettamente personale. Infatti in Italia non esistono nessun tipo di condanne nei confronti degli utenti. Addirittura, una sentenza che risale al 2003 (n. 320/03 del 18 marzo 2003, tribunale di Arezzo) prosciolse perfino chi distribuiva materiale videoludico per scopo commerciale.

Si è discusso parecchio su questa legge, visto che è molto morbida rispetto altre leggi simili in vigore in altri paesi, ma al di là di questo c’è da chiedersi se sia eticamente giusto o no scaricare musica, film o videogiochi visto che dietro c’è il lavoro di molte persone. Persone che fanno di questo il loro lavoro e che, altrimenti, non produrrebbero più i nostri amati videogiochi, film e quant’altro.
Dopo più di dieci anni da questa legge possiamo dire che il fenomeno della pirateria è calato (Global Survey della BSA), ma non grazie a questa legge o ad altre leggi più repressive. Ancora una volta, la carota ha funzionato meglio del bastone, in quanto le varie piattaforme di Steam per i videogiochi, Netflix per le serie tv e Spotify per quanto riguarda la musica, hanno portato gli utenti a scaricare molto meno e ad usufruire di questi mezzi che mettono a disposizione gli stessi prodotti, ma a prezzi decisamente più contenuti di come poteva avvenire dieci anni fa comprandone la copia fisica. Comunque la pensiate su questa legge e sulla pirateria informatica, almeno ora sapete che la legge sta con voi.

A meno che non siate Ubisoft, Microsoft o altre major: in quel caso la prendete in quel posto, almeno in Italia.

Articolo scritto da Luca “Syd” Valenti

Last modified: maggio 6, 2017

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